Pensione: farsi assumere come colf per cumulare contributi (?)

Sei vicino alla pensione, ti mancano davvero pochi mesi di contributi per arrivarci, ma non riesci a trovare un lavoro da tempo.

Per questo, stai pensando di farti assumere come colf o badante, per sommare i contributi derivanti dal nuovo lavoro e raggiungere così il requisito contributivo previsto per ottenere il trattamento. Ma si può fare?

A tal riguardo necessita precisare che il rapporto di lavoro come colf o badante stipulato con un datore di lavoro che non è un familiare è valido.

Tra gli adempimenti indispensabili, ci sono la lettera di assunzione, che deve avere alcuni requisiti fondamentali, e la comunicazione di assunzione all’Inps.

Il rapporto di lavoro deve essere reale, e non fittizio poichè a tal proposito proposito l’Inps, ormai da anni, ha avviato dei controlli a tappeto sui rapporti di lavoro fittizi, stipulati soltanto per ottenere prestazioni previdenziali.

Se l’Inps scopre che il rapporto è falso, lo annulla e chiede la restituzione dei contributi versati. Per non parlare dei risvolti penali del caso.

In linea generale, il lavoro prestato a favore di un familiare si considera a titolo gratuito.

Esiste però la possibilità di stipulare contratti di lavoro domestico tra familiari in due ipotesi:

  • se il familiare datore di lavoro non è autosufficiente;
  • se il familiare non è convivente e si può dimostrare l’onerosità della prestazione e la subordinazione del lavoratore.

Tra marito e moglie, in particolare, è possibile però instaurare un contratto di lavoro domestico solo se il coniuge datore di lavoro fruisce dell’indennità di accompagnamento e si tratta di:

  • invalido di guerra civile o militare,
  • invalido del lavoro, che fruisce dell’indennità di accompagnamento prevista dalle disposizioni che regolano la materia;
  • mutilato o invalido civile che fruisce degli appositi sussidi;
  • cieco civile.

Per quanto riguarda gli altri familiari entro il terzo grado, invece,  è possibile costituire un contratto di lavoro domestico, autocertificando i requisiti per la sua validità attraverso la dichiarazione di responsabilità presente nella denuncia di rapporto di lavoro domestico.

Se l’Inps sospetta degli abusi, può convocare gli interessati perché provino:

  • la corresponsione di una retribuzione per il lavoro svolto (ad esempio con buste paga, bonifici, etc.);
  • la subordinazione, indispensabile perché si realizzi un rapporto di lavoro dipendente.”

Mentre, non necessita l’onere della prava nel caso in cui il familiare datore di lavoro fruisca di indennità di accompagnamento e rientri in una delle seguenti categorie:

  • grandi invalidi di guerra;
  • grandi invalidi per cause di servizio e del lavoro;
  • mutilati e invalidi civili;
  • ciechi civili.

Se decidi di farti assumere come colf o badante solo in via occasionale, puoi farlo utilizzando il libretto famiglia per retribuire la prestazione, con titoli di pagamento orari da 10 euro, detti nuovi voucher. In questo caso  la comunicazione di assunzione e la lettera di assunzione non sono necessarie, ma bisogna utilizzare le procedure previste per il lavoro occasionale.

In ogni caso, tieni presente che, se vieni assunto col libretto famiglia, i tuoi contributi sono accreditati presso la gestione Separata.

I contributi accreditati presso la gestione Separata dell’Inps possono essere cumulati e totalizzati agli altri contributi, ma non ricongiunti.

Veniamo ora alla “nota dolente”: quanti contributi si pagano per chi è assunto come colf o badante? Il costo, a dir la verità, non è eccessivo se il contratto è per poche ore alla settimana, ma tieni presente che meno si paga, più bassa sarà la pensione.

Gli importi tra parentesi, inseriti nelle colonne relative al contributo orario, sono quelli a carico del lavoratore, che devono essere trattenuti dalla sua busta paga, e versati trimestralmente dal datore, assieme ai contributi a suo carico.

Il contributo Cuaf (Cassa Unica Assegni Familiari) non è dovuto solo se il rapporto è fra coniugi o tra parenti o affini entro il terzo grado conviventi (nelle ipotesi in cui la legge lo consente).

Fascia oraria di retribuzione
Contributo orario
Lavoratori Domestici a tempo indeterminato
Lavoratori Domestici a termine
Retribuzione effettiva
Retribuzione convenzionale
Con quota CUAF
Senza quota CUAF
Con quota CUAF
Senza quota CUAF
fino a € 7,97 € 7,05 € 1,41 (0,35) € 1,42 (0,35) € 1,51 (0,35) € 1,51 (0,35)
oltre € 7,97 e fino a € 9,70 € 7,97 € 1,59 (0,40) € 1,60 (0,40) € 1,70 (0,40) € 1,71 (0,40)
oltre € 9,70 € 9,70 € 1,94 (0,49) € 1,95 (0,49) € 2,07 (0,49) € 2,08 (0,49)
oltre le 24 ore settimanali € 5,13 € 1,02 (0,26) € 1,03 (0,26) € 1,10 (0,26) € 1,10 (0,26)

I termini per il pagamento dei contributi, che devono essere versati trimestralmente, sono:

  • primo trimestre: 1-10 aprile;
  • secondo trimestre: 1-10 luglio;
  • terzo trimestre: 1-10 ottobre;
  • quarto trimestre: 1-10 gennaio.

I contributi possono essere versati utilizzando i bollettini Mav, inviati dall’Inps e precompilati con gli importi dovuti. Nel caso siano intervenute variazioni orarie, dal sito dell’Istituto, alla sezione Servizi online, è possibile indicare le variazioni e stampare un altro bollettino MAV con gli importi conformi.