Nel corso del 2026 l’INPS ha intensificato le verifiche sulle prestazioni pensionistiche il cui importo dipende dalla situazione reddituale del beneficiario.
Una delle operazioni più rilevanti riguarda i pensionati della Gestione pubblica, per i quali l’Istituto ha concluso la verifica reddituale delle prestazioni corrisposte in via provvisoria nel 2024.
I controlli riguardano in particolare la quattordicesima e i limiti di cumulabilità delle pensioni ai superstiti, comprese quindi le pensioni di reversibilità e indirette interessate dalla disciplina reddituale.
Perché l’INPS effettua il ricalcolo
Alcune prestazioni vengono erogate sulla base di redditi inizialmente disponibili o dichiarati in via provvisoria.
Successivamente l’INPS confronta questi dati con le informazioni reddituali definitive risultanti dalle proprie banche dati e da quelle dell’Amministrazione finanziaria.
Se il reddito effettivo risulta superiore a quello considerato al momento del pagamento, il diritto alla prestazione può essere rideterminato.
È proprio da questo confronto che può nascere un indebito pensionistico, vale a dire una somma che l’INPS ritiene corrisposta in misura superiore a quella spettante.
Quattordicesima: recuperi da dicembre 2026
Secondo le indicazioni ufficiali diffuse dall’INPS, quando dalle verifiche emerge un pagamento eccedente relativo alla quattordicesima della Gestione pubblica, il recupero inizierà a partire da dicembre 2026.
Il pensionato interessato riceverà una comunicazione contenente l’indicazione della posizione debitoria e le modalità del recupero.
È fondamentale conservare questa comunicazione.
Solo attraverso l’esame del provvedimento è infatti possibile comprendere quale reddito sia stato utilizzato, quale annualità venga contestata e come sia stato determinato l’importo richiesto.
Pensioni di reversibilità: recuperi da gennaio 2027
Per le pensioni ai superstiti interessate dalla verifica della Gestione pubblica, l’INPS ha indicato l’avvio dei recuperi da gennaio 2027.
La pensione di reversibilità non è sempre integralmente cumulabile con gli altri redditi del beneficiario.
Proprio per questo una variazione reddituale può incidere sull’importo concretamente spettante.
Tuttavia è indispensabile verificare che i redditi considerati dall’INPS siano quelli effettivamente rilevanti secondo la normativa applicabile e che il calcolo sia stato eseguito correttamente.
Come verrà comunicato l’indebito
L’INPS ha previsto l’invio delle comunicazioni ai pensionati interessati tramite PEC oppure raccomandata con avviso di ricevimento.
Per le verifiche della Gestione pubblica il pensionato può rivolgersi alla struttura territoriale INPS competente entro 30 giorni dalla notifica per richiedere il riesame della posizione e produrre documentazione utile alla rettifica dei dati reddituali.
È pertanto sconsigliabile lasciare trascorrere il termine senza aver prima verificato attentamente il provvedimento.
Anche i pensionati della Gestione privata sono interessati dai recuperi
Un’ulteriore operazione riguarda la revoca della quattordicesima e dell’importo aggiuntivo di 154,94 euro riconosciuti sulla base dei redditi 2021.
Per queste posizioni l’INPS ha disposto il recupero della quattordicesima mediante trattenute distribuite su 24 rate mensili, mentre l’importo aggiuntivo viene recuperato mediante 12 rate mensili, con decorrenza da agosto 2026.
Ciò spiega perché alcuni pensionati possono riscontrare sul cedolino di agosto o settembre 2026 una riduzione rispetto alle mensilità precedenti.
Quali documenti controllare
Quando arriva una richiesta di restituzione è opportuno confrontare il provvedimento con la documentazione reddituale dell’annualità interessata, le dichiarazioni fiscali, le Certificazioni Uniche, i cedolini pensionistici e le precedenti comunicazioni trasmesse all’INPS.
Un’attenzione particolare deve essere riservata alla natura del reddito utilizzato dall’Istituto e al periodo al quale esso viene imputato.
Anche una corretta prestazione può essere ricalcolata in modo non corrispondente alla situazione effettiva quando i dati acquisiti risultino incompleti o non aggiornati.
Non ignorare le trattenute sul cedolino
Una diminuzione della pensione non deve essere considerata automaticamente un semplice adeguamento fiscale.
Il cedolino può contenere specifiche voci relative al recupero di somme ritenute indebite.
L’INPS ha confermato, ad esempio, che per i recuperi collegati alla quattordicesima del 2021 viene riportata una specifica causale di debito sul cedolino.
Controllare mensilmente il documento consente quindi di individuare tempestivamente l’avvio di una procedura di recupero.
Cosa può fare il pensionato
Prima di accettare il conteggio è utile verificare almeno tre aspetti: la correttezza dei redditi attribuiti, l’esatto periodo oggetto di recupero e la corrispondenza tra somme effettivamente percepite e importi richiesti.
Quando emergono incongruenze può essere necessario chiedere il riesame della posizione e produrre la documentazione mancante.
Nei casi in cui il problema non venga risolto amministrativamente può essere valutata la tutela giudiziaria, tenendo conto della natura della prestazione e delle circostanze concrete.
Studio Legale Lauricella: verifica delle richieste di restituzione INPS
Lo Studio Legale Lauricella presta assistenza in materia previdenziale e pensionistica, anche nelle controversie concernenti ricostituzioni pensionistiche, revoche di prestazioni e recuperi di somme ritenute indebitamente percepite.
Chi riceve una raccomandata INPS o riscontra una trattenuta anomala sul cedolino può richiedere una verifica della posizione prima di assumere iniziative o lasciare decorrere i termini indicati nel provvedimento.
